Rocca Fregoso

Papa Onorio II, con declaratoria del 1125, fra tutte le chiese poste sotto la Diocesi di Montefeltro, ricorda anche quella di Sant'Agata Feltria "Cappellam S. Agathae cum Castello, quod vocatur Petra Anellaria".
Se consideriamo che nella bolla papale vengono citati solamente cinque castelli, dobbiamo supporre che quello di Sant'Agata Feltria (denominato appunto Pietra Anellaria ovvero Pietra Circolare) doveva essere, all'epoca, assurto a notevole importanza.
Pur essendo incerta la data di costruzione della Rocca, è documentabile che i Conti di Bertinoro fecero eseguire importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento nella seconda metà del Secolo XI. Estinti i Conti di Bertinoro, nel 1177 ritornò sotto il dominio degli Arcivescovi ravennati. In seguito appartenne ai Faggiolani, ai Guidi, ai Tarlati, ai Brancaleoni, ai Malatesta ed ai Montefeltro.
Nel 1474, Federico da Montefeltro venne nominato, dal Papa Sisto IV, Duca e Gonfaloniere di S. Chiesa per cui innalzò le proprie insegne in tutti i suoi possedimenti e quindi anche nella Rocca di Sant'Agata Feltria che fece restaurare dall'architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini. Frattanto Agostino Giovanni Fregoso prendeva in moglie Gentile Feltria, figlia di Federico, ed otteneva in dote i territori santagatesi. Nel 1506, per riconoscenza dei servizi militari prestati in difesa del Ducato d'Urbino contro Cesare Borgia, Ottaviano Fregoso veniva infeudato da Guidobaldo I, per tre generazioni, della contea di Sant'Agata feltria.

Questa illustre famiglia, che può vantare di avere dato alla Città di Genova ben 13 dogi, trasformò la rocca in signorile residenza. Doveva essere un ben imponente complesso se, negli anni 1631 e 1632, i Fregoso poterono ospitare i Cardinali Antonio e Taddeo Barberini con il loro numeroso seguito, venuti a nome dello zio, Papa Urbano VIII, a prendere possesso del Ducato di Urbino. Nel 1660 Sant'Agata Feltria ritornò sotto il dominio della Chiesa e fu annessa alla Legazione di Urbino . Nel 1715, come ci ricorda l'epigafre incisa su un portale, la rocca venne restaurata a spese della Reverenda Camera Apostolica per interessamento di Pietro e Marino Severi, santagatesi di nascita, allora Camerieri di camera e crucifieri del Papa Clemente XI.
Il 18 gennaio 1835 un fulmine fece crollare la parte alta del mastio. Negli ultimi due secoli la Rocca venne adibita a Convento dei Frati Minori Conventuali, a edificio per le scuole superiori di ginnasio, a prigione mandamentale, a Pretura ed infine ad abitazione civile. L'importante archivio notarile, che raccoglieva gli atti dal 1484, è stato per legge trasferito in quello di Stato di Pesaro. Quando nel 1781 i Minori Conventuali di San Francesco ottennero dalla Municipalità l'uso della Rocca, si impegnarono a costruirvi una chiesa nel termine di due anni, il patto fu rispettato e così, accanto alla Rocca, sorse la Chiesa intitolata a San Francesco della Rosa.
Venne costruita con i materiali di risulta dell'ormai abbandonato convento di San Francesco ai Piani. All'interno una Bella acquasantiera del XVI Secolo.

Foto Gallery